Wild: Una storia selvaggia di avventura e rinascita

Wild: Una storia selvaggia di avventura e rinascita

Cheryl Strayed

Language: Italian

Pages: 101

ISBN: 2:00218130

Format: PDF / Kindle (mobi) / ePub


Dopo la morte prematura della madre, il traumatico naufragio del suo matrimonio, una giovinezza disordinata e difficile, Cheryl a soli ventisei anni si ritrova con la vita sconvolta. Alla ricerca di sé oltre che di un senso, decide di attraversare a piedi l'America selvaggia tra montagne, foreste, animali selvatici, rocce impervie, torrenti impetuosi, caldo torrido e freddo estremo. Una storia di avventura e formazione, di fuga e rinascita, di paura e coraggio. Una scrittura intensa come la vicenda che racconta, da cui emergono con forza il fascino degli spazi incontaminati e la fragilità della condizione umana di fronte a una natura grandiosa e potente.

The Dark World (Space Scout)

Vox (The Edge Chronicles, Book 6; The Rook Trilogy, Book 2)

Uncaged (The Singular Menace, Book 1)

Antarktos Rising - A Novel

The Heart of Glass (Tales from the Five Kingdoms, Book 3)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

e seguii Stacy su per le scale; dopo aver attraversato la camerata femminile arrivammo in una piccola alcova privata nel sottotetto dell’edificio. All’interno c’erano tre letti singoli. Stacy ne occupava uno, la sua amica Dee l’altro e avevano tenuto il terzo per me. Stacy mi presentò Dee e ci mettemmo chiacchierare mentre io aprivo la scatola. C’erano i miei vecchi jeans puliti, il reggiseno e le mutandine nuovi e più denaro di quanto ne avessi avuto da quando avevo cominciato il trekking.

sesso era l’ultima cosa che avevo in mente. «Devi andartene da Minneapolis più in fretta che puoi» disse la mia amica Lisa nel corso di una delle nostre strazianti conversazioni telefoniche notturne. «Vieni da me a Portland» aggiunse. Nel giro di una settimana lasciai il lavoro da cameriera, caricai il pickup e mi diressi a ovest, percorrendo esattamente la stessa strada che avrei fatto un anno dopo per andare a fare trekking sul Pacific Crest Trail. Quando arrivai in Montana, seppi di aver

una cosa inspiegabile persino per me. «Non sto diventando una tossica, se è questo che ti preoccupa» azzardai. Ero appoggiata al bancone della cucina e la guardavo spazzare il pavimento. «È questo quello che mi preoccupa» disse inflessibile. «Be’, non preoccuparti» ribattei. Glielo spiegai nel modo più razionale e scherzoso che potei. Erano solo un paio di mesi. Presto avremmo smesso. Joe e io stavamo semplicemente facendo un po’ di casino, ci divertivamo un po’. «È estate!» esclamai. «Ti

immediatamente in bagno. «Fai come se fossi a casa tua» disse Annette, e io lo presi come un invito a sedermi al tavolo da pranzo accanto alla cucina mentre lei mi preparava qualcosa da mangiare. All’estremità opposta del tavolo strepitava un piccolo televisore, con il volume così alto che era quasi impossibile ascoltare. Un altro servizio sul processo a O.J. Simpson. Lo guardai finché Annette non tornò mettendomi davanti il piatto e spegnendo la tv. «È tutto quello che sentirai di questa

invece.» «La Gold Lake Highway?» chiesi, sconcertata. «Nei giorni scorsi è passato di qui un uomo? Si chiama Greg, è sulla quarantina, ha i capelli castani e la barba.» Lei scosse la testa ma la cameriera intervenne dicendo che aveva parlato con un escursionista del PCT che corrispondeva alla descrizione, anche se non sapeva il suo nome. «Può accomodarsi, se desidera mangiare» disse la donna. Sul bancone era appoggiato un menu e io lo presi giusto per dare un’occhiata. «Avete qualcosa che

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